Personalità ossessivo-compulsive

Personalità ossessivo-compulsive

Gli individui con una personalità ossessivo-compulsiva tendono a essere rigidi ed emotivamente coartati. Preferiscono agire come se le emozioni fossero irrilevanti o prive di conseguenze, e si difendono da emozioni o desideri potenzialmente minacciosi ricorrendo a un atteggiamento rigido, a una pervasiva intransigenza e all’intellettualizzazione.

Tendono a essere eccessivamente preoccupati per le regole, le procedure, l’ordine, l’organizzazione, i programmi e così via, così come eccessivamente dediti al lavoro e alla produttività a scapito del tempo libero e delle relazioni. Il loro stile difensivo è caratterizzato dal ricorso all’intellettualizzazione e tendono a vedersi come logici e razionali, non influenzati dalle emozioni.
Se gli si chiede come si sentono, è possibile che rispondano descrivendo ciò che pensano.

Mostrano una propensione a pensare in termini astratti e a interessarsi eccessivamente ai dettagli. Sotto una facciata esteriore di “disciplina” e inflessibilità nascondono spesso delle preoccupazioni inerenti al tema del controllo e un pervasivo conflitto inconscio tra sentire di doversi sottomettere alle richieste degli altri (con l’emergere di sentimenti di rabbia e vergogna) o di doversi ribellare contro di loro (con conseguenti sentimenti di apprensione e timori di ritorsione).

L’ordine, la rigidità e l’intellettualizzazione rappresentano, quindi, delle strategie difensive per escludere dalla consapevolezza tale conflitto e le emozioni a esso associate. Un aspetto centrale del funzionamento psicologico degli individui ossessivo-compulsivi è la forte resistenza a lasciare che i sentimenti e le situazioni siano “fuori controllo”. Questa caratteristica può avere origine da difficoltà sperimentate nel rapporto con i caregiver o con figure di autorità.

Genitori particolarmente controllanti possono ulteriormente contribuire allo sviluppo di questo stile di personalità e dei suoi conflitti tipici, per esempio quelli legati al dare e al trattenere, alla generosità e all’avarizia, alla sottomissione accondiscendente e alla ribellione oppositiva.

(Manuale Diagnostico Psicodinamico PDM-2)