Parliamo di somatizzazione

Parliamo di somatizzazione



Si parla di somatizzazione quando una persona lamenta sintomi fisici che le procurano un notevole disagio nella vita quotidiana e che compromettono lo svolgimento delle sue solite attività, limitando la sua vita sociale, il rendimento lavorativo e il suo benessere in generale.

Se da una parte è evidente la natura fisica attraverso la quale il disturbo si esprime, d’altra parte fattori psicologici come ansia stress, depressione, possono essere causa, concausa o contribuire al mantenimento della sintomatologia stessa. Per questo, la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5 American Psychiatric Association, 2014) nel descrivere le caratteristiche che accomunano il Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati ne riconosce la natura biopsicosociale, includendo la presenza di sintomi fisici che possono essere prodotti, esacerbati o mantenuti dalla combinazione di fattori biologici (ad esempio la presenza di una vulnerabilità che rende l’individuo più sensibile al dolore), psicologici (come i succitati ansia, depressione, stress e rabbia ma anche eventi di vita negativi o traumatici come violenza, abuso o deprivazione) e sociali (ad esempio l’attenzione che familiari o medici rivolgono alla malattia e alle lamentele della persona).

La somatizzazione può essere causata da vari fattori, tra cui lo stress cronico, l’ansia, la depressione e traumi passati. Spesso i pazienti che somatizzano hanno difficoltà a riconoscere e gestire le proprie emozioni, quindi il loro corpo diventa il veicolo attraverso cui esprimono il loro malessere interno.

I sintomi fisici associati alla somatizzazione non sono immaginari o simulati. Al contrario, sono reali per la persona che li sperimenta e possono causare un notevole disagio. Tuttavia, poiché non sono attribuibili a una causa organica specifica, possono essere più difficili da diagnosticare e trattare rispetto ad altre condizioni mediche. Ecco perchè la diagnosi della somatizzazione deve essere effettuata attraverso l’esclusione di possibili cause organiche dei sintomi.

Spesso le persone che somatizzano hanno difficoltà a riconoscere le loro emozioni o a gestirle correttamente. Per esempio potrebbero sopprimere le emozioni negative invece di affrontarle direttamente. Questo può portare alla manifestazione fisica dei sintomi come una forma di sfogo o come tentativo inconscio di attirare l’attenzione sugli aspetti emotivi nascosti.

Si tratta di una modalità appresa per gestire conflitti interiori, memorie traumatiche o, anche, per evitare di compiere particolari azioni di cambiamento.

La somatizzazione può essere difficile da diagnosticare perché i sintomi possono variare notevolmente da persona a persona e spesso non sono correlati a una condizione medica specifica. Questa condizione può creare molto stress e frustrazioni per i pazienti: possono sentirsi insoddisfatti quando non c’è una migliore spiegazione fisica dei loro sintomi oppure gli viene detto che il loro livello di sofferenza non ha una base fisica.

Questo stress li porta spesso a diventare più preoccupati per la loro salute e alimentare di conseguenza un circolo vizioso, che può persistere per molti anni.

Tuttavia, è importante considerare la possibilità di somatizzazione quando si valutano i sintomi di una persona, specialmente se non ci sono prove mediche che li supportino.

Alcuni comportamenti tipici riguardano: la costante preoccupazione riguardo una potenziale malattia; vedere le sensazioni fisiche di varia tipologia; paura dei sintomi anche quando c'è poca evidenza scientifica; controllare ripetutamente il proprio corpo, peso per eventuali anomalie, frequenti visite mediche ecc.

I sintomi più difusi lamentati sono: frequente mal di testa; dolore all'addome; nausea; problemi alla pelle; dolore cronico; vertigini, stanchezza cronica ecc.

Senza dubbio è necessario lavorare sulle emozioni e i vissuti, portarli a emergere in modo sano fino ad  arrivare a una profonda comprensione dei propri bisogni. Il disturbo psicosomatico va considerato come la manifestazione di qualcosa che giace appena sotto il livello della coscienza e che deve essere portato “alla luce” per ritrovare l’equilibrio e il benessere.