L’importanza della sicurezza per gli esseri umani

L’importanza della sicurezza per gli esseri umani




L’essere umano è geneticamente predisposto ad avere bisogno della presenza e della vicinanza di una figura di attaccamento. L’attaccamento, quando basato su un accudimento sintonizzato ed empatico garantisce la protezione nei momenti di pericolo e promuove lo sviluppo emotivo e cognitivo. Gli esseri umani sono cablati in modo relazionale.

Questo sentimento viscerale di sicurezza, che viene identificato da Stephen Porges come un codice d’amore neurale (Van Der Kolk, 2015), è indispensabile per calmarci, curarci e crescere, poiché anche se la nostra unicità rappresenta un valore culturalmente mediato, di base fatichiamo a esistere come organismi singoli (Van Der Kolk, 2015).

Il concetto di base sicura è stato elaborato da John Bowlby nel 1969, osservando il comportamento dei macachi e quello dei bambini nei primi mesi in cui notò la presenza di schemi di comportamento identici. In particolare, verificò come la madre, e la relazione con lei, fornisce al bambino la base sicura dalla quale può allontanarsi per esplorare il mondo e farvi ritorno. Quando il bambino avverte qualche minaccia da parte del mondo esterno, cessa l’esplorazione per raggiungere prontamente la madre per poter ricevere conforto e sicurezza.

La "base sicura" da cui possiamo partire per l’esplorazione del mondo ci garantisce l’opportunità di porre l’imprevedibilità degli eventi all’interno di un sistema di significato, potendola affrontare, magari generando nuove acquisizioni semantiche e nuove abilità.

Per John Bowlby i legami emotivamente sicuri hanno un valore fondamentale per la sopravvivenza. Egli sottolinea anche che il conflitto è una dimensione ordinaria della condizione umana e che la malattia psichica è data dall’incapacità di affrontare efficacemente i conflitti.